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Sardinia is my motherland, Florence my home, my hands are the tools of my trade and fabrics my medium.

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giovedì 26 aprile 2012

breve storia del Wabi-sabi


“Quasi tutti i giapponesi affermano di capire la sensazione del wabi – sabi ma pochissimi riescono a spiegarla con chiarezza” (Leonard Koren). 


L’estetica del wabi-sabi infatti è un concetto insito nella loro cultura, talmente radicate e antiche sono le sue origini. Nonostante questo però non viene mai sottoposta a studi o ricerche per capire appieno il suo significato. 

In Giappone infatti l’organizzazione e la commercializzazione delle informazioni sulla cerimonia del tè e su tante altre dottrine sono affidate a gruppi di famiglie che ne controllano le fonti e i materiali necessari per lo studio e la ricerca. Allo stesso modo però il velo di mistero e di sfuggevolezza che ruotano intorno al wabi-sabi ne rappresentano anche le sue caratteristiche fondamentali. Quindi la conoscenza mancante di questo concetto può essere considerata come un aspetto intrinseco del concetto di wabi-sabi.


 Il wabi-sabi è l'aspetto più evidente di quella che consideriamo essere la concezione di bellezza giapponese. Può rappresentare uno stile di vita, o soltanto un ideale di bellezza. Nella lingua giapponese in origine i due termini wabi e sabi avevano significati distinti: wabi indicava la condizione della vita nella natura, lontano dalla società, mentre sabi veniva usato in riferimento a qualcosa di freddo, povero. Intorno al XIV secolo questa connotazione negativa assunse un significato diverso, la solitudine e la povertà autoimposti vennero considerati come opportunità di arricchimento personale per rivalutare quelle che erano le cose più importanti nella vita, e prestare più attenzione a quei particolari meno evidenti della natura. Alla fine del XVI secolo i due termini wabi e sabi si erano ormai fusi in un unico significato che da lì in poi ha pervaso ogni aspetto della cultura e del gusto giapponesi.


Nasce come dottrina correlata alla cerimonia del tè, nel quale convergevano diverse arti, dalla disposizione dei fiori, al tipo di giardino, all’architettura per creare un ambiente wabi-sabi 
sotto ogni aspetto.
Il wabi-sabi raggiunse il suo culmine espressivo a fine ‘500 quando Sen No Rikyu, uno dei più grandi maestri del tè, riuscì a portare nella cerimonia l’artigianato grezzo e anonimo, dandogli la stessa importanza dei preziosi tesori di porcellana provenienti dalla Cina.
L'estetica del wabi-sabi crede nell' incontrollabilità della
natura e per questo
è stato definito come 

“la bellezza delle cose temporanee e imperfette”.

Il wabi sabi rappresenta l'opposto dell'ideale di bellezza occidentale come qualcosa di spettacolare, di monumentale.

La crepa formatasi in una ciotola, ad esempio, costituisce quella caratteristica che dona più valore all'oggetto, in quanto ne segna il tempo. Via via che le cose invecchiano, si fanno meno perfette e più irregolari. Sono generalmente fatte con materiali vulnerabili alla natura e all'uomo, sono quindi soggette al sole, al vento, alla pioggia, a macchie, crepe...che raccontano la storia dell'oggetto e gli usi che ne son stati fatti.



giovedì 23 febbraio 2012

Wabi-sabi nameless dichiara di esporre e vendere oggetti di propria creazione, intesi come opere dell’ingegno creativo,
senza necessità di autorizzazione amministrativa ai sensi dell’art4 comma II lettera H del D. L. 31.03.1998 n°114 e ai sensi dell’art.1 comma II del Decreto Ministeriale 21.12.1992
per le categorie non soggette all’ obbligo di documentazione disposto dall’ art. 12 comma I legge 30.12.1981 n° 413 pubblicato sulla gazzetta Ufficiale del 22.12.1992 n°300 riguardante
l’esonero dall’ obbligo di rilascio della ricevuta fiscale.

per Info e costi: wabisabiknitwear@hotmail.it



Handmade knitwear women's collection fall/winter

Fuoco 006 

   



                                                                           




Handmade knitwear women's collection fall/winter

Acqua 005






Handmade knitwear women's collection fall/winter

Land 004
 




Handmade knitwear women's collection fall/winter

Sky 003





Handmade knitwear women's collection fall/winter


Earth  001/oo2





gonna/borsa 001
gonna/borsa 001



gonna/borsa 001   maxi collo 002

gonna/borsa 001   maxi collo 002



La versatilità del capo e la multifunzionalità costituiscono gli elementi chiave della mia ricerca, in modo che si possa creare un legame emotivo tra il corpo e l'abito che prescinde dalla fugacità della moda nella società contemporanea.


mercoledì 22 febbraio 2012

Ispirazioni



La moda nell’abbigliamento è il mezzo per esprimere al meglio 
noi stessi, per esternare quello che siamo in un intima 
relazione tra il nostro essere e il nostro partecipare al 
mondo. Questa relazione coincide con il legame che 
necessariamente l’uomo dovrebbe ritrovare con la natura, 
con la terra su cui ha i piedi, a prescindere dal contesto 
sociale e geografico. 
L'abito rappresenta l' io interiore, è come un prolungamento 
della nostra essenza più profonda. 
L'estetica del wabi-sabi è la mia più grande ispirazione, 
basata sulla ricerca costante della bellezza in tutto ciò 
che è sfuggevole, imperfetto e essenziale, 
dove il vuoto non corrisponde affatto al nulla,
bensì al tutto, perchè racchiude in sè tutte le possibilità.





"Il tempo della moda è per statuto un tempo effimero: ebbene contro questo tempo Yamamoto combatte, brandendo armi contro la moda stessa–
la sua stessa arte. L’abito perfetto per Yamamoto può essere eterno, [...]egli crede nell'abito come casa stessa della persona"
                                                     
P.Calefato